[…] Qui è nevicato per tre giorni continui. L’altra notte, verso l’una, mi accadde di percorrere una strada alberata, rischiarata da grossi fanali: tale incantata fioritura, tali trasparenze e giochi d’ombre vivevano sotto la luce, che il nero delle case scompariva e rimaneva solo questo magico viale, intessuto di bianchezza, dove soltanto l’anima pareva poter camminare. Ma oggi, svegliandomi, ho trovato tutto brutto, calpestato, profanato, dagli spalatori e dalla pioggerella uggiosa. Girare per le strade fa pena e orrore: e più pena fanno i canestri delle fioraie in mezzo al fango, con quei poveri fiori spaesati morti di freddo.
—Antonia Pozzi - Tullio Gadenz, Epistolario (1933-1938), viennepierre edizioni, Milano 2008, p. 93; lettera di Antonia Pozzi del 18 gennaio 1933.