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Chiamato Prezioso al battesimo perché nato il primo di luglio, giorno del Preziosissimo sangue di Gesù Cristo, l’allegro furfante aggiungeva alla stranezza del nome una deformazione fisica: era zoppo per l’accorciamento della gamba sinistra a seguito d’una frattura che si era procurato saltando da una finestra. […] a Milano, dove aveva casa all’ultimo piano di un decrepito edificio, nel dedalo delle traverse che diramano dal corso Garibaldi. Niente più di una stanza affacciata sui tetti, nella quale entrava attraverso una finestra, avendone fatto murare la porta per sfuggire alle ricerche degli ufficiali giudiziari che tentavano sempre invano di notificargli avvisi di comparizione e citazioni, e per riuscire irreperibile ai militari della Benemerita che spesso lo cercavano a seguito di denunzie o di indizi a suo carico. Egli dava infatti, oltre alle normali fregature, qualche coltellata di tempo in tempo, ma solo a malincuore, perché non era un violento, e ricorreva al coltello come sarebbe ricorso al revolver, non già per terrorizzare le sue vittime, che preferiva raggirare abilmente, ma solo per farsi rispettare e temere quanto bastava nell’ambiente dei grassatori e taglieggiatori del quale si trovava impropriamente a far parte.End quote.

Piero Chiara, Onor di furfante, in Le corna del diavolo e altri racconti, Mondadori, Milano 1977, pp. 116-117