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Marinetti è un poeta italiano di lingua francese. È un buon poeta, un poeta notevole. L’élite intellettuale universale lo conosce. So che personalmente è un ragazzo gentile ed è mondano. Pubblica a Milano una rivista poliglotta e lirica, presentata in forma lussuosa, Poesia. Le sue poesie sono state lodate dai migliori poeti lirici di Francia. La sua opera principale, finora, è Le roi Bombance, rabelaisiana, pomposamente comica, tragicamente burlesca, esuberante; ottenne un meritato successo, quando venne pubblicata, e sicuramente non l’otterrà quando verrà a L’Œuvre di Parigi sotto la direzione del notissimo attore Lugne-Poe.End quote.

Rubén Darío, Marinetti y el futurismo, trad. di A. Melis, Marinetti e il futurismo, in «in forma di parole», anno VI, n. 3, luglio-agosto-settembre 1985, p. 69; Darío, autore nicaraguense da noi pressoché sconosciuto, è esponente di un moderrnismo critico che Melis descrive come «pessimismo, insieme cristiano e pagano [che] contro la luce metallica del futurismo […] rivendica la zona d’ombra»