Cronache di Pastrufazio
Pastrufazio si trova a Milano. Vista con gli occhi del Gadda della Cognizione del dolore. L'unico sguardo possibile per la mia città, «una brutta e mal combinata città». Ma pur sempre l'unica, in questa scempia nazione, in cui a qualcuno può venire in testa di «tradurre il caos in sistemi».
L’uomo ubbidisce a una passione, la passione del positivo che diventa, all’infinito, ostacolo a se stessa, al bisogno infinito di dire sì, mentre occorre, senza eccezione, dire di no a tutto (poiché se dice sì, il suo bisogno d’affermarsi si confonde con tale affermazione necessariamente particolare, deve ripudiarla, oppure, se se ne accontenta, scompare, perde ogni valore).
Maurice Blanchot, Passi falsi (1943), Garzanti, Milano 1976, p. 47. Lo cito con l’intenzione di rivelare l’assoluto antiprogressismo di un autore che si continua a spacciare come il contrario di ciò che è. Cosa c’è di più antimoderno, di più controcorrente che dire no a tutto, oggi, dove le passioni del negativo sono solo la certificazione del marketing assoluto che muove i nostri desideri. Solo qualcuno si attarda ancora a credere nell’assolutezza della passione e delle sue movenze. Che, infatti, sono tristi movimenti più che passi falsi.
-
A insalatadiparole è piaciuto
-
postato da pastrufazio



