Cronache di Pastrufazio

Pastrufazio si trova a Milano. Vista con gli occhi del Gadda della Cognizione del dolore. L'unico sguardo possibile per la mia città, «una brutta e mal combinata città». Ma pur sempre l'unica, in questa scempia nazione, in cui a qualcuno può venire in testa di «tradurre il caos in sistemi».

Dai… oggi si ciancia…

Da quando è stata nominata ministro, molto opportunamente, la signora Cecile Kyenge si leggono bei florilegi di antirazzismo un tanto a buon mercato. Ovvia la questione dell’altro. Ma di quale altro stiamo parlando? Dello stesso altro dell’altra signora, ora, molto opportunamente presidente della Camera, Laura Boldrini? E dal momento che ho per le mani un tale Jacques Lacan mi diverte una sua cattivissima strigliata ai suoi amici analisti. La riporto nella traduzione di Giacomo Contri Il seminario. Libro I. Gli scritti tecnici di Freud 1953-1954, p. 61, «L’io e l’altro»; si tratta solo di sostituire in modo appropriato «tecnica analitica» e «trattamento analitico»:

Il problema è sempre quello di sapere a quale livello si produce l’agganciamento dell’altro. Bisogna essere stati proprio corbellati da un certo modo di teorizzare, di dogmatizzare e irreggimentarsi nella tecnica analitica perché un bel giorno ci siano venuti a dire che una delle condizioni preliminari del trattamento analitico, era che cosa? che il soggetto avesse una certa cognizione dell’altro come tale. Ma certo, bella forza! Si tratta però di sapere a quale livello quest’altro è colto e come, in quale funzione, in quale cerchio della sua soggettività, a quale distanza quest’altro è.

Cogliere l’altro a un certo livello della sua soggettività… dopo averne una certa cognizione. C’è evidente, nelle ciance, un che di liquidatorio e frettoloso quanto alla cognizione dell’altro. Il paradosso è che nel rifiuto dell’altro c’è maggiore cognizione di quanto oggi è richiesto in chi dovrebbe accoglierlo. Quando la signora Kyenge, con intelligenza e acume, dichiara sono nera non di colore, rende chiarissimo il deficit reale di cognizione dell’altro che le ciance di oggi ci dicono.

Patto, Last Night I Had A Dream (1973)
Formazione: Mike Patto, vocals; Clive Griffiths, bass; John Halsey, drums; Peter Halsall, lead guitar, acoustic guitar, piano, vibraphone. Il brano è di Randy Newman. Superbi.

2 settimane fa

[Pastrufazio] racchiude, e combina e consuma, fino a consumazione, la maggior parte di quei brillanti sventurati che dal loro destino sono chiamati alle professioni deliranti… È così che chiamo tutti quei mestieri il cui strumento principale è l’opinione che si ha di se stessi, e la cui materia prima è l’opinione che gli altri hanno di voi. Le persone che le esercitano, votate a un’eterna candidatura, sono necessariamente sempre afflitte da un certo delirio di grandezza attraversato e tormentato senza posa da un certo delirio di persecuzione. In questo popolo di unici regna la legge di fare ciò che nessuno ha mai fatto e che mai nessuno farà. Si tratta quantomeno della legge dei migliori, di coloro cioè che hanno in cuore di volere nettamente qualcosa di assurdo. Essi non vivono per altro che per ottenere e rendere durevole l’illusione di essere soli, giacché la superiorità non è che una solitudine situata sui limiti attuali di una specie. Ciascuno di loro fonda la propria esistenza sull’inesistenza degli altri, ai quali però bisogna strappare il loro consenso a che non esistono…

Paul Valéry citato da Jacques Lacan in «De la psychose paranoïque dans ses rapports avec la personnalité» [1932]. L’analisi di costoro, chiamati anche «rivali in gloria», delinea il quadro proprio di «affinità paranoiche», le stesse di cui sono preda le nostre presunte élites.

Verso un altro Lacan

Rileggendo Lacan con occhi diversi da quelli che avevo tra il 1979 e il 1990 trovo considerazioni sfuggite all’attenzione selettiva (quanto?) di quegli anni. Questa, ad esempio, enigmatica e allusiva quanto basta, da scriverci un libro:

«È il mondo delle parole a creare il mondo delle cose […] L’uomo parla dunque, ma è perché il simbolo lo ha fatto uomo. […] la vita dei gruppi naturali che costituiscono la comunità è sottomessa alle regole dell’alleanza [con alleanza Giacomo Contri traduce alliance, che ha sia il significato abituale sia quello per noi meno evidente di vincolo matrimoniale; Lacan sta discutendo con le strutture della parentela di Lévi-Strauss] […] All’alleanza presiede un ordine preferenziale la cui legge, implicante i nomi di parentela, è per il gruppo, al pari del linguaggio, imperativa nelle sue forme ma inconscia nella sua struttura. […] ciò che il soggetto può conoscere della sua partecipazione inconscia al movimento delle strutture complesse dell’alleanza, verificando nella sua esistenza particolare gli effetti simbolici del movimento tangenziale verso l’incesto, che si manifesta a partire dall’avvento di una comunità universale».
Ho riportato parte del ragionamento di Lacan, ma per me è fulminante l’ultimissima riga: il movimento verso l’incesto che corrisponde all’avvento della comunità universale. Cioè, là dove si manifesterebbe il più ampio allargamento e diffondersi degli scambi sociali, il loro intensificarsi parossistico, ebbene, proprio in quel caso, che è il nostro caso, è all’opera l’implosione della regola dell’alleanza con il suo vietare l’incesto. La nostra società andrebbe nella direzione opposta a ciò che le strutture naturali della parentela avevano garantito nei millenni della formazione dell’umano. La citazione è tratta da Scritti, vol. I, pp. 269-270.

Edizioni Medusa: Dedicato a chi segue Edizioni Medusa parlando d'amore

edizionimedusa:

Nel 2009 abbiamo pubblicato di Pierre Legendre, «L’Occidente invisibile. Conferenze in Giappone». Alcune pagine sono dedicate al mito di Narciso.

Per Legendre è centrale è il motivo del riconoscimento. Avviene o non avviene? Chi davvero non risponde alla richiesta d’amore che quello sguardo…

1 mese fa - 2

«Hurt» is a song written by Trent Reznor, first released on Nine Inch Nails’ 1994 album The Downward Spiral. In 2002, «Hurt» was covered by Johnny Cash to critical acclaim; it was one of Cash’s final hit releases before his death. Its accompanying video, featuring images from Cash’s life and directed by Mark Romanek, was named the best video of the year by the Grammy Awards and Country Music Awards